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Dati

ROI, yield e drawdown nel betting: differenze, formule e lettura corretta

Come calcolare rendimento, volume e massimo calo di un backtest senza confondere profitto, ROI, hit rate e robustezza statistica.

ROI, yield e drawdown raccontano aspetti diversi dello stesso percorso. Il rendimento finale non basta: bisogna sapere quanto volume è stato utilizzato, con quale variabilità e attraverso quali fasi negative.

Profitto e rendimento non sono la stessa cosa

Il profitto è la differenza assoluta tra risultati positivi e negativi, al netto dei costi considerati. Dire +20 unità non permette però di confrontare strategie che hanno impiegato volumi molto diversi.

ROI e yield rapportano il risultato a una base. Nel betting i termini vengono spesso usati come sinonimi per indicare profitto netto diviso volume complessivamente puntato, ma è sempre necessario dichiarare la formula adottata.

Formula di ROI e yield

Con 1.000 euro di volume complessivo e 50 euro di profitto netto, il rendimento sul volume è 50 ÷ 1.000 × 100 = 5%. Con stake fisso di 1 unità per 200 operazioni e profitto di 10 unità, lo stesso calcolo produce il 5%.

La base deve includere tutte le operazioni previste dalla regola, non soltanto quelle positive. Escludere operazioni non gradite dopo aver visto il risultato altera il rendimento e rende il backtest non replicabile.

  • Profitto netto = ritorni − volume − costi
  • Yield sul volume = profitto netto ÷ volume × 100
  • Dichiara sempre stake, commissioni e operazioni escluse

Hit rate: utile ma insufficiente

L’hit rate è la percentuale di operazioni positive. Senza conoscere le quote non misura il rendimento: il 70% di esiti positivi può essere insufficiente con quote molto basse, mentre una percentuale inferiore può essere compatibile con quote più elevate.

Il punto di pareggio dipende dal prezzo medio effettivo. È quindi necessario mostrare insieme hit rate, quota media, quota media degli esiti positivi e distribuzione dei prezzi.

Che cos’è il drawdown

Il drawdown misura la discesa da un massimo della curva cumulata al minimo successivo. Se il saldo teorico raggiunge +18 unità e poi scende a +6, il drawdown di quella fase è 12 unità, anche se il saldo resta complessivamente positivo.

Il massimo drawdown storico aiuta a descrivere rischio e pressione delle sequenze negative, ma non costituisce un limite per il futuro. Un campione più lungo può produrre una discesa superiore a quella già osservata.

Perché il periodo osservato conta

Un ROI elevato su poche operazioni può dipendere dalla varianza. Per giudicare la stabilità bisogna osservare numero di eventi, stagioni, mercati, variazioni delle quote e comportamento fuori campione.

È utile suddividere i risultati per periodi definiti prima dell’analisi, senza scegliere soltanto i mesi migliori. La curva cumulata e i blocchi temporali rendono visibili fasi positive, negative e laterali.

  • Numero totale di operazioni
  • Periodo e competizioni incluse
  • Quota realmente disponibile
  • Massimo drawdown
  • Risultati fuori campione
  • Sensibilità a piccoli cambi di parametro

Checklist per leggere un backtest

Un prospetto trasparente mostra regola completa, fonte dei dati, momento della quota, stake, volume, profitto, ROI o yield, hit rate, drawdown e serie negative. Deve includere costi e casi in cui l’operazione non sarebbe stata eseguibile.

Nessuna singola metrica dimostra che una strategia funzionerà. L’obiettivo dell’analisi è ridurre ambiguità e rendere l’ipotesi controllabile, non trasformare un risultato passato in una promessa futura.

Chi ha creato il contenutoRedazione GSO Radar

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